L’innovazione digitale nel settore dell’agricoltura biologica dovrebbe perseguire non solo il miglioramento dei processi produttivi ma anche e soprattutto il rispetto dell’ecosistema e dell’ambiente circostante.

L’agricoltura 4.0 ha un fatturato complessivo di circa 100 milioni di euro. Si avvale di innovative soluzioni tecnologiche, dai sensori ai droni in campo, strumenti gis innovativi e monitoraggio satellitare dei terreni, fino al packaging intelligente con qrcode e rfid. Le tecnologie maggiormente utilizzate per il settore agricolo sono quelle orientate alla gestione del dato,  alla gestione della mobilità e della geolocalizzazione, alla connessione di attrezzature e veicoli (Internet Of Things)

Purtroppo però c’è ancora molto da fare in questo campo: basti pensare che meno dell’1% della superficie coltivata è gestita con queste soluzioni. A causa della scarsità delle risorse, della complessità delle conoscenze necessarie e della ridotta dimensione economica delle imprese, puntare sul digitale e tecnologia in agricoltura non è sempre cosa facile.

La spesa in ricerca e sviluppo italiana è inferiore alla media europea. Nell’ambito delle politiche agricole l’innovazione in agricoltura non appare come una vera priorità strategica politica e di governo. Altro grande ostacolo da superare, poi, è la mancanza di connessione a Internet nelle nostre campagne, dovuta alla carenza di infrastrutture fisiche.

 

L’innovazione tecnologica avanza e l’Agricoltura 5.0 punterà principalmente ai processi automatizzati grazie ai Robot, a sistemi decisionali automatici di Intelligenza Artificiale e tracciabilità dei prodotti e Blockchain.

Ci faremo trovare pronti per questa nuova sfida?
Sapremo sfruttare al meglio le tecnologie per migliorare i processi agricoli e ottimizzare la sostenibilità ambientale?

Le future generazioni sapranno risponderci.

Fonte Huffingtonpost

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